Scavi in Via della Nave

Negli anni ottanta del secolo scorso, Bagno a Ripoli ha potuto approfondire la conoscenza di un suo lontano passato attraverso una serie di scavi nell'area che ad oggi si colloca tra Via della Nave, Via della Martellina, Via Fratelli Orsi e Via Roma. I ritrovamenti archeologici testimoniano che il luogo era già abitato in età etrusca attorno al IV-III secolo a.C. e continuò ad esserlo in età romana dall'età repubblicana fino a quella imperiale; nel periodo successivo gli abitanti della zona cercarono rifugio dalle carestie, dalle pesti e dagli avvenimenti bellici nella vicina Firenze e distrussero ogni sorta di struttura per evitare che divenisse base di appoggio per eventuali invasori. I rilievi hanno portato alla luce un'area di 1500 mq di fondamenta e mura del periodo di dominazione romana da cui emergono anche strutture in calcestruzzo, alcune con bozze di alberese ben squadrate, destinate a dimore signorili o a edifici di rappresentanza, e altre con ciottoli di campagna per abitazioni più modeste. La sovrapposizione dei vari livelli stratigrafici non è quella originaria perché attraverso i secoli i vari livelli sono andati a confondersi l'uno con l'altro non permettendo una datazione sicura, per la quale bisogna affidarsi ai materiali rinvenuti in situ, che sono sia di provenienza locale, che di importazione. Ad emergere sono stati vari tipi di ceramiche che vanno dall'epoca etrusca all'età augustea, insieme a frammenti metallici di ferro e piombo, e a monete riferibili a diversi momenti del dominio romano. Oltre ai materiali archeologici, anche la stessa toponomastica attesta l'importanza Bagno a Ripoli come località termale in epoca romana.

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