I castelli del Chianti

Il fenomeno dell'incastellamento nel Chianti si verificò, tra la fine del IX e il X secolo, per l'iniziativa dei feudatari e dei proprietari del contado che iniziarono ad abbandonare la pianura, più esposta a incursioni e scorrerie, e a spostarsi verso le alture, fortificando centri già esistenti che per la loro posizione e per le loro caratteristiche particolari si prestavano ad essere difesi, oppure costruendo insediamenti ex novo, Castello di Montautoscegliendo località ben adatte allo scopo. Le successive crisi demografiche e, ancor più, la nuova organizzazione agraria e la bonifica delle valli, spinsero in seguito ad abbandonare questi insediamenti fortificati e a dirigersi verso i centri di pianura.
Scendendo da San Gersolè verso Grassina (Bagno a Ripoli) ci si trova di fronte il Castello di Montauto, eretto nel XI secolo e successivamente trasformato nella villa attuale, di proprietà privata, che conserva alcune strutture dell'antico castello. Verso Strada in Chianti (Greve in Chianti), si trova Mugnana, antico villaggio fortificato trasformato sin dal Trecento in villa-fattoria; rimangono dell'antico castello le mura e il cassero. Sono comunque tanti e ricchi di storia i castelli che popolano il territorio di Greve in Chianti, tutti interessati tra Quattro e Cinquecento, dalla riconversione in villa-fattoriaCastello di Verrazzano che ne ha profondamente modificato l'aspetto medievale: il suggestivo Castello di Uzzano, appartenuto alla famiglia di Niccolò da Uzzano (1359-1421), umanista fiorentino, che conserva ancora parte della cerchia muraria medievale; il Castello di Vicchiomaggio risalente al periodo longobardo e il Castello di Verrazzano legato alla famiglia del celebre esploratore Giovanni da Verrazzano (1485-1528).
Merita una visita il pittoresco Castello di Montefioralle, anticamente chiamato "Monteficalle" per la presenza di numerosi alberi di fico in quella zona. Dal questo castello, del quale rimangono le mura medievali, dipendeva Greve, che fu fino al XVI secolo la sua zona di mercato. Vi si trova la casa natale di Amerigo Vespucci.
La vicina Panzano in Chianti fu un'antica rocca fortificata dalla famiglia Firidolfi, sottomessa precocemente alla Repubblica Fiorentina. Nei pressi si trova la pieve di San Leolino, ricca di opere d'arte medievale.
Il castello di San Donato in Poggio, nel Comune di Tavarnelle Val di Pesa, conserva la struttura urbana tipica delle "terre murate": la cinta muraria due-trecentesca e le due porte. 17578 greve in chianti il borgo di montefioralleNato probabilmente come libero comune, fu assoggettato alla Repubblica di Firenze nel 1218 ma continuò ad avere grande importanza per via della sua posizione strategica sul più diretto dei percorsi che collegava Firenze con Siena e Roma. Fu qui che nel 1260 si radunò l'esercito fiorentino prima della Battaglia di Montaperti contro Siena. Proseguendo verso Barberino, il paesaggio torna a popolarsi di castelli dei quali rimangono pochi suggestivi resti, come nel caso del castello di Linari e il Castello di Tignano, antica costruzione del Mille che insieme alla rocca di Barberino costituiva uno dei baluardi della difesa fiorentina in contrapposizione ai castelli dei feudatari dell'interno. Oltrepassando Tavarnelle si costeggia il Castello di Petroio che prese il nome dagli accampamenti romani che fissavano in un luogo eminente il "pretorio", cioè la dimora del comandante delle armate. Edificato prima del Mille, fu uno dei tanti possedimenti che la tradizione indica come una delle tante proprietà della famiglia di San Giovanni Gualberto, fondatore di Vallombrosa, nella Val di Pesa. Distrutto nel 1302, rimangono oggi pochi resti nell'attuale villa di proprietà privata. Più oltre spicca il Castello di Pergolato, edificato dai Buondelmonti nel X secolo e devastato dai ghibellini dopo la battaglia di Montaperti. Riconvertito in villa, mantiene le originarie strutture difensive. La famiglia ne rimase proprietaria fino al 1845, oggi è di proprietà privata.
castello-bibbioneDal Bargino, proseguendo in direzione San Casciano, si svolta a destra verso il Castello di Bibbione uno dei castelli più antichi della zona. Edificato anch'esso dai Buondelmonti sulle rovine di un antico fortilizio già dei conti Cadolingi di Monte Cascioli, fu sino al XV secolo un luogo importante per il controllo della zona e la difesa da scorrerie. Perse queste funzioni, l'edificio fu riconvertito in villa (casa da signore) e diviso tra le famiglie Buondelmonti e Alessandri. Acquisito nel 1511 da Niccolò d'Alessandro Machiavelli, passò poi in eredità al patrizio modenese Giovan Battista Rangoni che ebbe l'obbligo di assumere anche il casato dei Machiavelli (ed oggi è difatti di proprietà della famiglia Rangoni Machiavelli).
Insieme a Bibbione e ai castelli di Pergolato e Sant'Andrea a Fabbrica, il Castello di Montefiridolfi era una delle quattro "sentinelle" che la famiglia Buondelmonti aveva edificato per il controllo di questa parte di Val di Pesa. Traccia di questo nobile passato rimane nel nome di questo castello che deriva da Ridolfo de' Buondelmonti.
Castello il GabbianoProseguendo verso Mercatale si trova nei pressi de Le Quattro Strade il Castello del Palagio, fortificazione a pianta quadrata munita di torre. Non molto distante il suggestivo il Castello di Gabbiano, edificato nell'XI secolo, si distingue per la possente struttura architettonica a quattro torri angolari. Nel XV secolo fu proprietà dei Bardi per poi passare alla famiglia Soderini che lo tennero fino alla metà del Cinquecento. Implicata nelle lotte contro i Medici, la famiglia fu in seguito costretta ad abbandonare il castello per fuggire in esilio. Dopo vari passaggi di proprietà, passò allo scrittore italo-americano Arnaldo La Cagnina che lo restaurò completamente. Merita infine una menzione il Castello di Montecampolese, del quale rimangono oggi alcune parti delle mura inglobate in un casolare. Ai piedi del poggio sorse nel 1257 una grande piazza del mercato (corrispondente con la frazione di Mercatale che difatti prende il nome proprio da questa piazza).

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