Le pievi del Chianti

O 72 pieve di sant appiano esterno 02La pieve costituiva un fondamentale elemento di organizzazione civile e religiosa del territorio. Da essa dipendevano altre chiese (chiese suffraganee) ed era la sola in cui era possibile amministrare il battesimo, pertanto l'unica ad essere provvista di un fonte battesimale.
Vale la pena iniziare il nostro itinerario dalla suggestiva pieve di Sant'Appiano (Barberino Val d'Elsa), tra le più antiche pievi del Chianti. Nel XI secolo essa era parte di un complesso fortificato che fu gravemente danneggiato nel 1171 da un terremoto che distrusse gran parte della chiesa, come si può leggere sull'architrave della porta di collegamento tra la navata e il chiostro. La chiesa fu però prontamente ricostruita inglobando quel che rimaneva delle originali strutture, ecco perché essa presenta due diverse redazioni di romanico: il protoromanico, anteriore al Mille, corrispondente alla prima edificazione e l'ultimo romanico tra XII e XIII secolo che identifica le parti ricostruite. Sul piazzale antistante quattro grandi pilastri cruciformi, dai capitelli ornati da simboli cristiani, testimoniano l'esistenza di un battistero antecedente alla stessa pieve.
Proseguendo verso Tavarnelle incontriamo, in posizione isolata rispetto al centro abitato, la pieve di San Pietro in Bossolo.pieve san pietro in bossolo La presenza di un luogo di culto in questo luogo risale a tempi molto antichi se si considera che la pieve romanica venne edificata verso la metà dell'XI secolo sui resti di una basilica paleocristiana e in asse con un preesistente martyrium (edificio a pianta centrale) che aveva la funzione di battistero; all'interno della pieve troviamo infatti il fonte battesimale ottagonale. L'edificio ha un impianto basilicale con tre navate chiuse da tre absidi; il portico è un'aggiunta cinquecentesca voluta insieme alla ricostruzione della canonica dal pievano Andrea Buondelmonti, famiglia che dal XV secolo è testimoniata come patrona della pieve. Nel Seicento viene operato un totale rifacimento dell'interno della chiesa che verrà riportata al primitivo aspetto romanico dal restauro del 1946. Contiguo alla chiesa è il Museo d'Arte Sacra.
Rimanendo nel Comune di Tavarnelle ma spostandosi in località San Donato in Poggio, ci accoglie la bella pieve di San Donato, riedificata nella seconda metà del XII secolo sul sito di una costruzione più antica. La chiesa ha un impianto basilicale a tre Pieve di San Pancrazionavate coperte a capriate e chiuse da absidi semicircolari. La canonica fu successivamente munita di un chiostro. L'attuale aspetto romanico si deve ai restauri ottocenteschi che hanno liberato le strutture dalle decorazioni seicentesche e settecentesche.
Passando poi da La Romita e seguendo il bel crinale lungo la via Romita, si entra nel territorio del Comune di San Casciano giungendo alla pieve di San Pancrazio. Costruita intorno al X secolo, l'edificio ha un impianto basilicale a tre navate con copertura a capriate e absidi semicircolari. Fu patronato, sin dal trecento, della nobile famiglia fiorentina dei Cavalcanti alla quale appartennero molti dei pievani di questo luogo. Nel 1561 uno di questi, Niccolò Cavalcanti, diede avvio a importanti lavori di ristrutturazione e decorazione facendo costruire il portale d'ingresso, il portico e la canonica; proprio nella canonica egli realizzò il suo studiolo privato, chiamando il pittore Cosimo Gheri a decorarlo con le figure di arti liberali e ritratti dei grandi poeti e filosofi del passato. L'aspetto attuale si deve ai restauri del 1903.
Arrivati a San Casciano, si può raggiungere la bella pieve di Santa Cecilia a Decimo,Pieve di Santa Cecilia a Decimo fondata nel VIII secolo e così chiamata per via della sua ubicazione al decimo miglio della strada che da Firenze conduceva a Siena. Fu una delle chiese più importanti della Val di Pesa, finché iniziò a perdere gradualmente importanza man mano che il castello di San Casciano andava espandendosi. La chiesa ha un impianto basilicale a tre navate; il campanile è forse l'unico elemento rimasto nel suo originario aspetto romanico poiché la chiesa subì numerosi rimaneggiamenti nel tempo specialmente all'interno, dove gli stucchi settecenteschi hanno completamente coperto le strutture romaniche.
Proseguendo verso Cerbaia si incontra la pieve di San Giovanni in Sugana che risale alla fine del XII secolo, quando la sede plebana venne trasferita in questo luogo dal sito originario ubicato in località Pievvecchia (a valle presso l'attraversamento del fiume Pesa). L'impianto dell'edificio è a navata unica coperta a capriate; fu restituita all'originario aspetto tardo romanico dai restauri di fine Ottocento in occasione dei quali fu nuovamente decorato anche l'interno.
Da San Casciano si arriva a Greve in Chianti passando prima dalla località di Robbiana Pieve di San Giovanni in Suganaper visitare la bella pieve di San Miniato, testimoniata sin dai primi del XI secolo. Una lapide posta in prossimità dell'abside ne ricorda la consacrazione (e forse anche la ricostruzione) nel febbraio 1077 ad opera del cardinale Pietro Igneo e di Guglielmo vescovo di Fiesole. Singolare è la pianta dell'edificio suddiviso all'entrata in tre navate e che si riduce poi a un'unica navata nella parte presbiteriale. Tracce dell'antica costruzione romanica rimangono sul lato sinistro e sull'abside di questa chiesa che è stata oggetto tra Otto e Novecento di pesanti restauri che hanno interessato soprattutto l'interno. Si prosegue poi verso la pieve di San Cresci a Montefioralle della quale si ha notizia a partire dal 963. Intitolata al martire Acrisio, volgarmente detto san Cresci, la chiesa con impianto a navata unica, ha subito numerosi rimaneggiamenti che rendono tuttora arduo riconoscere le tracce più antiche: dell'edificio romanico rimane infatti solo la parte inferiore della facciata in pietra alberese con il portale affiancato da bifore; il registro mediano e superiore sono invece frutto di un intervento di completamento della metà del XIX secolo. Tra il 1852 e il 1853 la chiesa subì una vera e propria trasformazione in stile neoclassico che interessò soprattutto l'interno nascondendone le strutture originarie. La pieve di San pieve san leolino panzanoLeolino a Panzano, una delle chiese più antiche del Chianti, venne edificata presumibilmente tra VIII e IX secolo su un insediamento etrusco come attestano numerosi reperti lapidei trovati nel sito. Fu completamente ricostruita nel XII secolo con un impianto basilicale a tre navate. Il porticato è cinquecentesco.
Entrando nel territorio di Bagno a Ripoli vale la pena visitare la pieve di San Pietro a Ripoli, costruita sul sito di una chiesa più antica citata in un documento del 774 col nome di San Pietro a Quarto per la sua ubicazione al quarto miglio della strada romana che collegava Firenze con Arezzo. Fu patronato prima della famiglia Lupicini, poi del convento fiorentino di Santa Croce, e a seguire dei Giacomini, degli Strozzi e del vescovo di Firenze. L'originario edificio romanico a tre navate è stato più volte rimaneggiato nel corso dei secoli fino al restauro del 1932-1933 che ha liberato l'interno dalle decorazioni tardo-barocche settecentesche. La pieve di Santa Maria all'Antella fu antico patronato della famiglia Dell'Antella; è ricordata per la prima volta in un documento del 1048 ed era anticamente conosciuta col nome di "Santa Maria Incintula" o "in Tintule" ma la sua fondazione avvenne sicuramente in epoca precedente. La chiesa originaria corrisponde probabilmente all'attuale sacrestia che meglio conserva infatti le tracce del periodo romanico poiché tutto l'edificio subì numerose trasformazioni fino al restauro in stile del 1928. La torre campanaria è ancora quella medievale ma fu sopraelevata nell'Ottocento. La pieve di San Donnino a Villamagna fu ricostruita nel XI secolo in forme romaniche al posto di un preesistente edificio dell'VIII secolo; l'interno a tre navate con abside semicircolare appare oggi con l'aspetto conferitole dai restauri del 1930 che l'hanno liberata dalle decorazioni barocche.

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