Le ville del Chianti

Durante l'Umanesimo, grazie alla riscoperta degli studi sull'antico, si diffonde il gusto per lo stile di vita di Roma Imperiale e di conseguenza viene ritrovato il piacere della residenza agreste, come nuovo modo di vivere la natura, che non viene più vista come semplice mezzo di sostentamentoVilla di Vignamaggio, ma anche come luogo di riposo in cui dedicarsi all'"otium", sfuggendo dalla soffocante vita di città. Il territorio del Chianti è disseminato di "ville" in senso moderno, umanistico, spesso originate dall'adattamento di fortilizi e torri medievali che, privati delle loro accezioni difensive e militari, si aprono ai versanti boschivi, ai campi e alle colline per creare un dialogo con la natura stessa.
Partendo dal Comune di Greve in Chianti e più precisamente dalla località Petriolo, si trova Villa di Vignamaggio, piccolo scrigno rinascimentale, dalle linee pure e semplici, ornato da un incantevole giardino all'italiana visitabile su prenotazione; appartenne un tempo alla famiglia Gherardini, di cui faceva parte Anton Maria Gherardini, padre della celebre Monna Lisa ritratta da Leonardo da Vinci.
Risalendo sulla provinciale per Greve, superata l'Impruneta, su via Imprunetana per Pozzolatico si affaccia il cancello di villa corsini mezzomonteVilla Corsini a Mezzomonte, straordinaria ex-residenza medicea, affrescata tra il 1630 e il 1634 dai maggiori artisti dell'epoca come Francesco Albani, Giovanni da San Giovanni, Pandolfo Sacchi, Angelo Michele Colonna, Domenico Cresti detto il Passignano, Cecco Bravo e altri su committenza del Principe Giovan Carlo de' Medici, come dono di nozze alla futura moglie Anna Maria Caraffa di Stigliano. Il matrimonio non ebbe mai luogo e il principe, divenuto Cardinale, utilizzò la Villa come luogo di ricevimenti e come dimora dove collezionare oggetti d'arte. In seguito, nel 1644 il Cardinale vendette la Villa al Marchese Andrea di Bartolomeo Corsini, i cui discendenti costruirono l'imponente giardino pensile all'italiana di meridione, il giardino inglese di ponente e la cappella al piano terra.
Proseguendo sempre in direzione Pozzolatico da Via Senese si raggiunge via Volterrana per visitare Villa I Tattoli in Località Cerbaia, a cui si accede da un monumentale viale di cipressi. L'edificio rinascimentale presenta uno splendido giardino all'italiana ricavato su terrazzamenti e fu commissionato dalla famiglia Bini, di cui fece parte Pietro, fondatore del convento degli Oratoriani a Firenze, morto nella lussuosa villa per gli stenti che si autoinfliggeva per il troppo zelo devozionale.Villa Mangiacane
Risalendo verso Chiesanuova, passata villa La Canigiana, si può ridiscendere verso San Casciano tramite via Faltignano, ricca di residenze storiche di un certo interesse. La prima che si incontra è Villa Il Leccio, costruzione di carattere ottocentesco, contornata da sempreverdi e pinete che la rendono particolarmente suggestiva. Proseguendo nella stessa direzione si incontra Villa Mangiacane che, come si evince dal concio di chiave dell'arco centrale del loggiato, era un tempo proprietà della famiglia Machiavelli, così come la residenza detta L'Albergaccio, presso il borgo di Sant'Andrea in Percussina, dove Niccolò Machiavelli scrisse Il Principe, essendosi ritirato qui all'inizio del 1513 dopo il ritorno dei Medici a Firenze. La strada prosegue verso Villa Fenzi, che ha LAlbergacciotrovato sviluppo probabilmente su un altro possedimento dei Machiavelli; si deve il nome della residenza al banchiere Emanuele Fenzi che aggiunse a fine Ottocento il porticato in facciata; attualmente è sede della comunità Hare Krishna che l'ha rinominata Villa Vrindavana.
Tornando nella direzione di San Casciano, una delle più imponenti residenze è Villa di Poggio Torselli, edificata nel 1702 dall'Architetto Lorenzo Merlini per volere della famiglia Orlandini, che l'adornò senza risparmio di decorazioni. La grandiosa villa ancora conserva il suo giardino all'italiana.
Oltrepassato il centro di San Casciano, sulla via Grevigiana si innalza la splendida Villa Le Corti, le cui prime notizie risalgono al XIII secolo quando probabilmente aveva una funzione difensivo miliare. La semplice pianta quadrata della villa è mossa dall'originale motivo delle due torri poste all'estremità del lato settentrionale. Degne di nota sono la cappella affrescata Villa le Cortida Bernardo Poccetti (1548-1612) e le sale ottocentesche con gli stemmi di Gaetano Bianchi.
Oltrepassata la località Calcinaia ci si avvicina a Villa di Caserotta, il cui nucleo originale risale al XV secolo. Il primo ampliamento commissionato da Matteo Strozzi vide l'intervento del Tribolo, che realizzò fontane e giochi d'acqua. La cappella della Villa fu invece affrescata intorno al 1560 da Michele Ridolfo del Ghirlandaio con scene della Sacra Famiglia, la storia delle Nozze di Cana e i ritratti del Granduca Francesco I e di bianca Cappello. Nel 1741 Giacinto Ganucci divenne proprietario della residenza e con il suo ampliamento scomparvero i tratti cinquecenteschi del giardino all'italiana.
Lasciando questa zona ricca di ville si prosegue verso Tavarnelle Val di Pesa dove, in località Noce, sorge Villa L'Ugo costruita fra la fine del '500 e i primi anni del '600. Era di proprietà della famiglia degli Ughi, annoverata tra le maggiori casate fiorentine fin dal X secolo, ma verso il 1830 fu acquistata dall'astronomo modenese Giambattista Amici, trasferitosi in Toscana per motivi di studio. Vi si leggono i resti dell'insediamento medievale come la torre sulla quale venne costruita la residenza nel XVI secolo. Il fabbricato si articola nella villa o casino di caccia, deputato alla residenza temporanea del signore, ed in vari annessi come una cappella ed una ghiacciaia sotterranea, che veniva usata per produrre il ghiaccio ammassando la neve durante l'inverno.
Villa di SpoianoSempre nel comune di Tavarnelle, ma al confine con Barberino Val d'Elsa, è sita invece la Villa di Spoiano, sorta nel Settecento a seguito dell'ampliamento di alcune preesistenze, tra cui una torre di notevole altezza e due costruzioni gemelle. Sul retro rimane una delle due logge a tre archi a tutto sesto mentre l'altra è stata tamponata. Le due torri colombaie sono simmetriche e differiscono per le aperture.
Ormai nel territorio del Comune di Barberino è invece la Villa di Petrognano, che si trova nell'omonimo borgo vicino ai ruderi di Semifonte e alla Rotonda di San Michele. Dal XVI secolo divenne proprietà dei Capponi, che la tennero a lungo, fino all'epoca di Gino Capponi, che si fece promotore di alcuni lavori. Nel perimetro murato del borgo di Petrognano si trova una grande colombaia, che chiude il giardino con al centro una vasca con fontana. Di notevole interesse è anche la cappella dedicata a San Michele, che si presenta in veste di tempietto a pianta ottagonale coperto da cupoletta, come una miniatura della cupola del Duomo di Firenze, voluta nel 1597 dal canonico Giovan Battista di Gino di Nerio Capponi.
Per chiudere questo itinerario virtuale fra i gioielli del Chianti, ecco Villa Torrigiani, in piazza Torrigiani a Vico d'Elsa, frazione di Barberino Val d'Elsa, poco lontano dalla villa Guicciardini di Vico. La dimora nacque sui resti del castello di Vico e nel XVII secolo divenne proprietà Torrigiani che la ampliarono, dotandola di annessi ancora esistenti come l'orciaia, il frantoio, la tinaia e le cantine. Sul cortile interno si affaccia il giardino col torrino merlato, costruito alla fine dell'Ottocento e la cappella dedicata a San Bernardo con una Crocifissione di Giovanni da San Giovanni, che decorò anche la splendida cappella della Villa Guicciardini, già Brancadoro-Majnoni, con affreschi dedicati alla Madonna.

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