Antico Spedale del Bigallo a Bagno a Ripoli

Anche se il tempo ha lasciato i suoi inesorabili segni, nell'Antico Spedale del Bigallo nel Comune di Bagno a Ripoli è ancora possibile oggi assaporare quell'atmosfera di pace e rifugio che alle origini questo luogo rappresentava per i viandanti e i pellegrini in viaggio sulla via Aretina.
Fondato nel 1214 nei pressi dell'antica sorgente di Fonte Viva dal facoltoso Dioticidiede di Bonaguida del Dado, appartenente alla famiglia feudale dei Lamberti, prende il nome dal toponimo "bivius galli", riferito al sito in cui si colloca il complesso, il bivio fra via Aretina e l'antica via del Gallo. Nel 1245 il vescovo fiorentino Ardingo, cui era assegnata la tutela dello spedale, affida l'istituzione nelle mani dei Capitani della Compagnia Maggiore di Santa Maria della Fede, confraternita fiorentina che cambia il proprio nome in Compagnia del Bigallo appunto, e inserisce come stemma in più punti dell'edificio un gallo con la sigla S.M.B. per "Santa Maria del Bigallo".

Nel Quattrocento diviene un monastero di clausura per le monache benedettine di Casignano, ma continua a mantenere tuttavia la funzione di ricovero per poveri e viandanti, subendo però una netta divisione fra gli ambienti claustrali e quelli spedalieri e la trasformazione dell'orto in un chiostro.
Quando, nel corso del Settecento, la vecchia via Aretina perde la sua importanza con l'apertura della più comoda variante per raggiungere San Donato, il Bigallo cessa di essere una struttura di ricovero e nel 1808, con le soppressioni napoleoniche dei monasteri, diviene abitazione per le famiglie dei contadini e inizia ad andare incontro ad un lento, ma costante degrado.

Nel primo Novecento il complesso è stato acquisito dal Comune di Bagno a Ripoli che ne ha promosso i lavori di restauro iniziati nel 2000 in occasione del Giubileo, che hanno riportato all'antico splendore il suggestivo salone-refettorio con soffitto a cassettoni, la camerata con tradizionali letti a cassoni in legno e la monumentale cucina con il camino sorretto da colonnine e l'antico acquaio in pietra. Altri interventi sono stati fatti nel 2008 riscoprendo la bellezza dimenticata della Cappella, della saletta da pranzo delle "Vetrine", che si affaccia su Firenze e dell'Hortus conclusus circondato da un alto muro di cinta, arricchito con una gran varietà di piante officinali. Nel 2014 è stata ampliata ancor più la capacità ricettiva con l'aggiunta del "Bigallino" ed oggi è tornata ad essere nelle mani del Comune di Bagno a Ripoli una struttura di ricezione efficiente che offre un ostello diviso in varie camere al primo piano, arredate ispirandosi agli "spedali" medievali, un ristorante e spazi, come il grande refettorio, per organizzare convegni e matrimoni.

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