Poggio alla Regina

poggio alla reginaIl Poggio alla Regina è un sito archeologico che sorge ad oltre 900m di quota fra i Comuni di Reggello e Castelfranco-Pian di Scò. Esistono due ipotesi circa l'origine del suo particolare nome: alcuni lo fanno risalire alla contessa della famiglia Guidi, chiamata dal popolo Regina, che morì rinchiusa nel castello che un tempo vi sorgeva; altri preferiscono la versione meno suggestiva, ma sicuramente condivisibile, che lo fa derivare dal latino ruina, ossia rovina. Si tratta di un sito che affonda le sue origini addirittura nel Paleolitico, a cui risalgono alcuni strumenti in selce rinvenuti in loco, e che ha visto succedersi vari momenti insediativi alternati ad altri di totale abbandono. Le fasi di occupazione più interessanti sono state quella etrusca dal VI al V secolo a.C., quella che vide il primo impianto di tipo castellano nel 1008 con le prime strutture della "curtis" fortificata con un perimetro murario difensivo e infine quella che vide il vero e proprio incastellamento feudale fra l'XI e il XII secolo sotto i conti Guidi dal 1191. Un'indagine ha portato a notare la corrispondenza fra il castello di Poggio alla Regina con il Castiglione della Corte, centro di una circoscrizione amministrativa medievale, di cui i conti Guidi erano padroni insieme ad altri ventisette castelli in tutta l'area del Valdarno. I ruderi della fase medievale sono di notevoli dimensioni e fanno pensare ad una sorta di città rurale feudale di montagna con una cerchia muraria di più di 250m e con strade ed edifici che rivelano tecniche edilizie di qualità, probabilmente opera di maestranze fatte arrivare da fuori. Dell'antico castello sono oggi visibili la cinta muraria esterna, entro cui si intravedono da una parte le tracce della torre centrale con un magazzino e un pozzo e dall'altra un edificio probabilmente destinato ai popolani. La posizione del Castiglione era ottima, dominando dall'alto tutto il percorso di collegamento con il Casentino, ma venne definitivamente abbandonato nel 1300 per la riorganizzazione del territorio della valle e la costituzione di nuovi mercatali e delle Terre Nuove.

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