Tomba dell'Arciere a Bibbione

Il ritrovamento archeologico più consistente nel territorio di San Casciano è sicuramente quello della cosiddetta Tomba dell'Arciere, rinvenuta presso Sant'Angelo a Bibbione nel 1978 insieme all'imponente Stele dell'Arciere, reperto di prestigio della sezione archeologica del Museo Giuliano Ghelli. La tomba è un esempio prezioso delle grandi "tholoi" dell'Etruria Settentrionale e consta di una camera perfettamente quadrata delle dimensioni di 5,30 m di lato.

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Poggio la Croce a Mercatale

Dalla metà del VII secolo a.C. si ritrovano nel territorio del Chianti e in particolare di San Casciano i primi segni evidenti di insediamenti stabili etruschi, come quello di Poggio la Croce, sede di gruppi aristocratici che esercitavano un controllo sul territorio e sulle vie di comunicazione che lo attraversavano. In questa zona sono state ritrovate ben due tombe a tumulo: tombe principesche, costruite nei punti eminenti del territorio, che costituiscono la fondamentale caratteristica di quello che potremmo definire il "paesaggio dei principi". Assieme al palazzo testimoniano il dominio sul territorio.

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Ponterotto

A Ponterotto, nella vallata tra la riva sinistra del fiume Pesa e le pendici collinari, sono venute alla luce, al di sotto del riempimento alluvionale, una serie di strutture pertinenti ad edifici di cronologia e funzione diversa, abbandonati a seguito di eventi catastrofici e spogliati di tutti i materiali riutilizzabili fino al livello del piano di fondazione. Con il materiale di spoglio delle strutture antiche furono realizzati, tra la fine del XV ed il XVIII secolo, una serie di drenaggi per bonificare l'area dalle acque sorgive.

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Il Tumulo del Calzaiolo

Agli inizi degli anni settanta del secolo scorso furono rinvenute in località Calzaiolo le tracce di una grande tomba a tumulo di età etrusca. Purtroppo non restava molto della struttura da un punto di vista architettonico ed inoltre, data la posizione troppo ravvicinata con una struttura abitativa, non fu possibile portare avanti degli scavi accurati. Quello che è certo è che la collocazione geografica al centro di una rete di percorsi che, risalendo la Val di Pesa, univano la piana fiorentina del Chianti con le vie dirette verso le

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