Museo d’arte sacra di San Pietro in Bossolo

MUSEO D’ARTE SACRA DI SAN PIETRO IN BOSSOLO
A BARBERINO TAVARNELLE

Il Museo d’Arte Sacra Tavarnelle è collocato all’interno della canonica della pieve di San Pietro in Bossolo. Questa risale probabilmente alla seconda metà dell’XI secolo e ha conservato fino ad oggi, anche grazie ai restauri di ripristino realizzati nel 1946-1947, il suo aspetto originario a tre navate absidate con archi sorretti da pilasti. Il portico in facciata fu aggiunto all’inizio del XVI secolo. Anticamente una pieve era l’unica chiesa del territorio che poteva amministrare il battesimo: durante le campagne di scavo degli anni sessanta del Novecento furono ritrovate le fondamenta dell’antico battistero posto di fronte alla chiesa (come nella vicina Sant’Appiano) e una grande vasca battesimale in pietra, ora conservata nella pieve.

Il Museo ospita alcune vetrine con oggetti liturgici prodotti tra XV e XIX secolo, provenienti in particolare dalle vicine chiese di Santa Lucia al Borghetto, San Lorenzo a Vigliano, Santa Maria al Morrocco, oltre che da San Pietro in Bossolo; da qui vengono anche due croci astili databili al XIII secolo.
Anche il dipinto più antico della raccolta risale alla seconda metà del Duecento: si tratta di una Madonna col Bambino su fondo oro, nel caratteristico stile bizantino della pittura fiorentina di quel periodo. La tavola è attribuita a Meliore di Jacopo ed era collocata in origine nell’oratorio di San Michele a Casaglia, sebbene da tempo si trovasse nella pieve di San Pietro.
Da San Giusto a Petroio fu spostata invece la Madonna col Bambino di Rossello di Jacopo Franchi dell’inizio del Quattrocento, che giunse a San Pietro nel 1718 con una grande processione e fu collocata in una cappella costruita per l’occasione, poiché ritenuta miracolosa. Le fotografie antiche testimoniano la presenza di oggetti di oreficeria (corone, anelli), posti sulla tavola in segno di omaggio e regalità: queste e altre aggiunte furono eliminate grazie al restauro del 1995.

Da San Giusto a Petroio fu spostata invece la Madonna col Bambino di Rossello di Jacopo Franchi dell’inizio del Quattrocento, che giunse a San Pietro nel 1718 con una grande processione e fu collocata in una cappella costruita per l’occasione, poiché ritenuta miracolosa. Le fotografie antiche testimoniano la presenza di oggetti di oreficeria (corone, anelli), posti sulla tavola in segno di omaggio e regalità: queste e altre aggiunte furono eliminate grazie al restauro del 1995.
Nel Museo sono esposte le tavole provenienti dal vicino Santuario di Santa Maria al Morrocco, posto poco fuori l’abitato di Tavarnelle. Si tratta dei dipinti realizzati negli anni settanta del Quattrocento dal fiorentino Neri di Bicci per i tre altari della chiesa da poco fondata da Niccolò Sernigi: sul maggiore si trovava la Trinità, di cui ora restano solo due grandi frammenti con la Madonna e San Sebastiano e San Giovanni Evangelista e San Rocco; gli altari laterali presentavano il Compianto su Cristo morto e la Madonna del Latte e Santi.
Oltre a una curiosa raccolta di ex-voto, tra le altre opere si possono citare il trittico con la Madonna col Bambino e i Santi Pietro e Giovanni Evangelista attribuito a Ugolino di Nerio, la Madonna col Bambino di fine Trecento di Lorenzo di Bicci, la Madonna col Bambino coi Santi Martino e Sebastiano del Maestro della tavole Campana (alias Maestro di Tavarnelle), la Madonna col Bambino e San Giovannino di Jacopo da Empoli, rispettivamente di inizio e fine XVI secolo.

Hai bisogno di maggiori informazioni? 

Sistema Museale del Chianti e del Valdarno –  © 2020. Tutti i Diritti RiservatiCredits
Privacy Policy Cookie Policy