Barberino Tavarnelle

Badia di San Michele Arcangelo a Passignano

Il monastero fu ed è ancora oggi una delle più importanti istituzioni della Congregazione di Vallombrosa. Il fondatore dell’ordine, san Giovanni Gualberto, che la tradizione vuole originario del vicino castello di Petroio, vi trascorse gli ultimi anni di vita e qui fu sepolto.
Dell’antica chiesa dell’XI secolo rimane oggi solo la cripta, poiché fu ricostruita a inizio Duecento. I caratteri rinascimentali dovuti agli interventi del XV secolo sono riconoscibili nel capitolo, nel chiostro e nel refettorio con l’Ultima Cena affrescata da Domenico e David Ghirlandaio. La chiesa fu rimaneggiata dalla metà del Cinquecento, quando fu realizzato il tramezzo con le pale di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio; fu ristrutturata la cappella di san Giovanni Gualberto e la zona presbiteriale con intervento dello scultore Giovanni Caccini e del pittore Alessandro Allori e bottega. Nella cappella maggiore di San Michele Arcangelo Domenico Cresti detto il Passignano realizzò la decorazione ad affresco e tre pale d’altare.
Dopo le soppressioni ottocentesche la Badia passò alla famiglia polacca dei Dzieduszycki che a fine Ottocento promosse interventi in stile neogotico. I Vallombrosani rientrarono nel complesso solo nel 1986.

• Indirizzo: Badia a Passignano, Strada di Badia 29/Via di Passignano
• Contatti: 055 8071171
• Orario: Da lunedì a sabato, 10.00-12.00 e 15.30-17.30; domenica, 15.30-17.30

Semifonte

Summus Fons, “sorgente d’altura”, era chiamato il luogo in cui Alberto IV degli Alberti fondò nel terzo quarto del XII secolo la fortezza di Semifonte. Ben presto intorno al castello si sviluppò un fiero borgo, che si oppose alla potenza di Firenze, a cui però fu costretto ad arrendersi nel 1202. La città vittoriosa risparmiò le vite, ma non l’abitato, di cui rimase solo il glorioso e leggendario ricordo nelle pietre reimpiegate nella costruzione delle mura di Barberino. Le terre su cui un tempo era sorto il castello dovevano restare inutilizzate per legge, ma numerosi cocci ritrovati sul sito sono databili al XIV-XVI secolo e ciò fa pensare che l’ordinamento non sia stato sempre rispettato. Tra 1592 e 1597 per volontà del canonico Giovanni Battista Capponi venne eretta la Cappella di San Michele Arcangelo, una riproduzione in scala della cupola di Santa Maria del Fiore che forse venne accettata dal granduca Ferdinando I proprio perché la sua forma è la riconferma della superiorità di Firenze! Sull’area di Semifonte-Petrognano è attualmente in corso un’indagine archeologica.

• Indirizzo: Cupola di San Michele a Semifonte, Strada Provinciale di Petrognano, incrocio con Via San Donnino (Semifonte-Petrognano, Barberino)
• Contatti: info@summofonte.org – www.summofonte.org
• Orario:
La chiesa è attualmente chiusa per manutenzione

Santuario di Santa Maria del Carmine al Morrocco

Una leggenda narra di un gruppo di pellegrini in viaggio per Roma che, fermatisi a riposare, posero su di una quercia un’immagine della Madonna col Bambino che non fu più possibile spostare. Lì la vide nel 1459 il fiorentino Niccolò Sernigi, che decise di erigere una chiesa e un convento, che accolse i monaci Carmelitani nel 1481. Per decorare i tre altari il Sernigi chiamò il fiorentino Neri di Bicci, che realizzò una Trinità e Santi per l’altare maggiore e un Compianto su Cristo morto e una Madonna del Latte e Santi per i laterali (ora al Museo di San Pietro in Bossolo). L’immagine miracolosa della Madonna col Bambino è stata trafugata all’inizio del Novecento. La chiesa è decorata inoltre da affreschi tardo-quattrocenteschi attribuiti a Filippo d’Antonio Filippelli e da alcune terrecotte robbiane, mentre l’altare maggiore è stato rinnovato in epoca barocca. Il portico esterno presenta affreschi del XV-XVII secolo ora molto rovinati. Le lunette del chiostro sono state affrescate nel 1637con Storie di Santa Teresa d’Avila da Antonio Nannoni

• Indirizzo: Morrocco, Strada Provinciale 101, Barberino Tavarnelle (FI)
• Orario:
Apertura durante le funzioni

Palazzo Malaspina a San Donato in Poggio

Il palazzo fu edificato alla fine del XVI secolo dai Ticci, importante famiglia che tenne per generazioni una “bottega di stoviglie e pizichagnolo e ispeziale” sulla piazza del castello medievale di San Donato in Poggio. Dopo il loro trasferimento a Firenze a metà Cinquecento decisero di legittimare il nuovo status con la costruzione, nel loro luogo di origine, di questo palazzo signorile dalle forme tardo rinascimentali, che rimase di proprietà della famiglia fino alla sua estinzione nel 1739. Nel 1740 ne entrarono in possesso i marchesi Malaspina da Mulazzo. Il palazzo conobbe tra Otto e Novecento vari passaggi di proprietà finché il Comune di Tavarnelle ne acquisì una parte nel 2004. I recenti lavori di restauro hanno restituito l’edificio alla collettività per accogliere esposizioni temporanee, convegni, mostre e altre manifestazioni.

• Indirizzo: Via del Giglio 31, loc. San Donato in Poggio, Barberino Tavarnelle (FI)
• Contatti: 055 8072338 –  info@sandonatoinpoggio.it
• Orario: Lunedì, martedì, giovedì, venerdì e domenica, 16.00-19.00; sabato, 10.00-13.00 e 16.00-19.00

Museo “Emilio Ferrari” della Cultura Contadina di San Donato in Poggio

La raccolta di oggetti legati agli antichi mestieri della campagna chiantigiana è frutto di una donazione dell’ing. Emilio Ferrari (1915-1990). La prima sezione è dedicata ai mestieri: il falegname, col banco da lavoro e una serie di pialle e sgorbie; il ciabattino, con macchina per cucire la pelle e il cuoio, forme in ferro per modellare la scarpa ed esempi di scarpe e zoccoli da contadino; il fabbro, con una ricca serie di tenaglie e altri strumenti. La seconda sezione è dedicata al mestiere del contadino, con una serie di utensili legati al lavoro nei campi e alla zootecnia, strumenti per il lavoro con gli animali e un calesse. Una sezione è dedicata alla produzione di olio e vino e una alla casa contadina, con oggetti legati alla vita quotidiana.

• Indirizzo: Via del Giglio 47, loc. San Donato in Poggio, Barberino Tavarnelle (FI)

• Orario: Il museo è attualmente chiuso.

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