Benvenuti nel sito del Sistema Museale del Chianti e del Valdarno fiorentino

Figline e Incisa Valdarno

Museo-della-Collegiata-1_Maestà-del-Maestro-di-Figline

Museo della Collegiata di Santa Maria Assunta a Figline

In due sale annesse alla sagrestia della Collegiata è allestita una preziosa raccolta d’arte sacra, che completa la visita alla chiesa, dove è esposta la bellissima tavola trecentesca del Maestro di Figline con la Madonna col Bambino, i Santi Elisabetta d’Ungheria e Ludovico di Tolosa. Il museo conserva una collezione di dipinti, arredi sacri, oreficerie, paramenti e codici miniati provenienti dalla Collegiata o da vicine chiese figlinesi. Oltre alla grandiosa pala col Martirio di San Lorenzo di Ludovico Cardi detto il Cigoli (c. 1590), proveniente dall’oratorio della Confraternita dedicata al santo presso lo Spedale Serristori, si ricorda un “polittico” con Adorazione dei Magi e Santi (1436) realizzato da Andrea di Giusto Manzini su commissione dei Serristori, ritratti nella predella. Curiosa la serie di insegne in legno policromo con simboli della Passione, utilizzate per la processione del Venerdì Santo.

• Indirizzo: Piazza Marsilio Ficino 43 (Figline), Figline e Incisa Valdarno
• Contatti: 055 958518 (parrocchia)
• Orario: Apertura su prenotazione

Fondazione Giovanni Pratesi

In alcuni degli antichi locali dello Spedale Serristori, costruito a partire dal 1399 sulla piazza principale di Figline, l’antiquario Giovanni Pratesi ha realizzato uno spazio espositivo che ha il suo fulcro nell’ex-oratorio, restaurato a seguito dell’acquisto degli spazi nel 1987. Questo intervento ha permesso inoltre il ripristino dell’altare cinquecentesco di Giovan Battista Foggini, ma anche il ritrovamento di un affresco trecentesco con la Crocifissione e del distillatoio dell’antica Spezieria. Oltre a notevoli pezzi del XVI-XVIII secolo, come i bozzetti del Volterrano e di Ciro Ferri per la SS. Annunziata di Firenze e quello del Cristo Redentore del Giambologna, si trova presso la Fondazione un’interessante raccolta di pietre dell’Arno.

• Indirizzo: Piazza Marsilio Ficino (Figline), Figline e Incisa Valdarno (FI)
• Contatti: 055 2396568; giovannipratesi@inwind.it
• Orario: Aperto generalmente il sabato mattina e su prenotazione

Casa della Civiltà Contadina di Gaville

La raccolta ha sede dal 1974 nei locali della canonica della pieve romanica di San Romolo. Il materiale esposto, testimonianza della comunità agricola del Valdarno, è organizzato in due sezioni: il tema del lavoro, legato ai cicli produttivi della campagna, come la coltivazione e la lavorazione dei prodotti tipici, e le attività domestiche di tessitura e filatura; il tema della vita quotidiana, con la ricostruzione di spazi esemplari, come la cucina, la camera, la cantina. Il museo accoglie oltre 6500 pezzi; nel cortile sono sistemate ruote di carri, ruote per fare funi, una macina in granito, la cisterna delle acque piovane e l’abbeveratoio. Il cuore del museo è un frantoio in pietra del 1729 di dimensioni monumentali. Nella sala dell’erbario secco è esposta una raccolta di erbe medicinali; curiosa la raccolta di santini e immagini sacre. La collezione è curata dall’Associazione Culturale “Museo della Civiltà Contadina di Gaville”.

• Indirizzo: Pieve di San Romolo, loc. Gaville, Figline e Incisa Valdarno (FI)
• Contatti:055 9501071; info@museogaville.it
• Orario: domenica, 15.00-18.00 (1 aprile-30 giugno; 1 settembre-31 ottobre); negli altri giorni apertura su prenotazione www.museogaville.it

Le mura di Figline e di Incisa

Il borgo di Figline trae origine da un castello originariamente posto su uno dei rilievi che dominano la piana fluviale dell’Arno, citato per la prima volta in un documento del 1008. Terra di contesa tra Arezzo e Firenze, il castello venne distrutto dall’esercito fiorentino nel 1252 e ciò favorì la crescita del mercatale ai suoi piedi. A partire dal 1356 il Comune di Firenze iniziò la costruzione delle mura che resero Figline uno dei principali centri fortificati del Valdarno. Il circuito murario è tutt’oggi quasi integro, con dodici torri ancora in piedi.

Il castello di Lancisa (XI-XII secolo) sorgeva probabilmente su un rilievo sovrastante l’abitato odierno di Incisa, nell’attuale località Castelvecchio, e dominava la valle dell’Arno, il ponte sul fiume, i mulini, le strade e il borgo che si formò ai suoi piedi. Dal 1224 i Fiorentini costruirono il castello nuovo, corrispondente all’Incisa attuale, ampliato e riedificato nel corso del Trecento.

Casa Petrarca

L’edificio consiste in tre unità abitative che hanno subito nel tempo innumerevoli trasformazioni, ma che presentano parti di muratura riferibili al XIII e XIV secolo, oltre a inserti quattrocenteschi. La parte più antica sembra essere il corpo di fabbrica di destra, il più alto, con struttura a torre scapitozzata: sulla parete destra, dove si innestavano le mura del castello, sono ancora visibili le pietre di ancoraggio. Il nucleo centrale è invece riferibile alla seconda metà del XIII secolo; il corpo di fabbrica più basso è infine trecentesco. La tradizione vuole che qui si trovasse l’abitazione che la famiglia di Francesco Petrarca possedeva a Incisa e nella quale il poeta passò la propria infanzia.

• Indirizzo: Piazza Attilio Benassai 7 (Incisa), Figline e Incisa Valdarno (FI)

Scavo de La Rotta

Otto campagne di scavo tra il 2000 e il 2025 hanno permesso il ritrovamento delle tracce di un insediamento etrusco appartenuto a personaggi di rango elevato, come dimostrano i frammenti ceramici e i resti di decorazione architettonica fittile, che portano a ipotizzare la presenza di almeno un edificio di rappresentanza. Particolarmente significativo anche il lungo periodo di occupazione del sito, dall’VIII al I secolo a.C. circa. L’abitato etrusco era inoltre ben inserito all’interno della rete commerciale che collegava il Mediterraneo e l’Etruria meridionale perciò questo ritrovamento è stato fondamentale per ricostruire un pezzo della storia antica e florida del territorio.
Il sito non è attualmente visitabile.

 

Antica Spezieria Serristori di Figline e Incisa Valdarno

Lo Spedale della SS. Annunziata di Figline, destinato all’accoglienza dei poveri e degli ammalati, fu fondato nel 1399 da Ser Ristoro di Jacopo Serristori. Lo Spedale Serristori crebbe nell’area centrale di Figline, occupando un lato dell’attuale piazza Ficino fino al 1890, quando fu trasferito più distante dal centro del paese, nella Villa di San Cerbone, dove si trova tuttora l’Antica Spezieria. Per il nuovo Spedale il pittore fiorentino Giovanni di Tano Fei realizzò nello stesso 1399 un polittico ora smembrato, citato negli inventari cinquecenteschi dello Spedale sull’altare della cappella. Il centrale con la Madonna col Bambino e Angeli è ancora conservato nei locali della Spezieria, mentre i laterali con i Santi Giacomo e Giovanni Battista e i Santi Andrea e Antonio Abate appartengono a collezioni private. Si trova tuttora nella cappella dello Spedale l’Annunciazione del pittore Ludovico Cardi detto il Cigoli (1559-1613) del 1580 circa, un’altra delle numerose opere realizzate per i vari locali dell’istituzione. Dell’antica farmacia, nata presso lo Spedale nella prima metà del Cinquecento e rinnovata nel 1724, si conserva parte dell’arredo cinquecentesco (cassettiere, scaffali), con integrazioni risalenti al Settecento e al momento del trasferimento della sede. Vi sono esposti ritratti e soprattutto oggetti d’uso di ceramica e di vetro dal XV al XIX secolo. Secondo gli inventari più antichi lo Spedale si riforniva da ceramisti di Figline, dell’Impruneta e anche di Deruta; tuttavia gran parte delle serie superstiti di vasi in maiolica del XVI e XVII secolo proviene da Montelupo. Gli oggetti di vetro venivano richiesti ad artigiani locali (i “bicchierai”), mentre quelli più raffinati erano importati da Venezia. Restano numerosi vasi officinali in vetro di diverse dimensioni del Sei-Settecento; al loro interno spesso si conservano ancora residui dei materiali e composti chimici medicinali segnalati nelle etichette con calligrafie ottocentesche (“polizzini”). Il loro ambito di produzione non è facilmente identificabile, ma la maggior parte sembra essere stata prodotta in Toscana.

La prenotazione è obbligatoria, e può essere effettuata scrivendo a info@fondazionesantamarianuova.it o chiamando il numero 055 6938688 (lunedì – venerdì, in orario 09.00 – 14.00).

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